Il verde non è solo un elemento decorativo, ma una componente fondamentale del benessere ambientale e della qualità percettiva degli spazi. Un giardino ben progettato, anche di piccole dimensioni, contribuisce al comfort igrotermico, alla gestione dell’acqua piovana e al miglioramento della biodiversità locale.
Inoltre, crea continuità visiva ed emozionale con gli interni, trasformando il rapporto tra architettura e natura in un dialogo armonico e rigenerativo.
Ne parliamo con Daniele Ippolito, titolare di Ginkgo Giardini, per approfondire il ruolo della progettazione del verde nella qualità degli spazi contemporanei e nel design biofilico.
Il ruolo del verde nella progettazione degli spazi contemporanei
Quali benefici concreti porta un giardino ben progettato in termini di benessere, microclima e qualità della vita? E perché è fondamentale integrare il verde anche nei contesti urbani?
Quando ho aperto la mia attività con Ginkgo, circa 15 anni fa, mi colpiva vedere quanto le persone cambiassero atteggiamento non appena si trovavano in un ambiente curato e verde.
Da allora ho sempre pensato che il giardino non fosse un semplice complemento estetico, ma un vero elemento di benessere.
Un giardino progettato con attenzione migliora un po’ tutto: ombreggia lo spazio, rinfresca, filtra l’aria e aiuta perfino a gestire l’acqua piovana. Anche in spazi ridotti, le piante possono ridurre il calore estivo e creare ambienti più vivibili.
Ma il beneficio più grande è forse quello percettivo: il verde abbassa i livelli di stress e aumenta il senso di calma.
Nelle città, dove il ritmo è più frenetico e gli spazi sono più densi, il verde diventa quindi ancora più importante.
Non solo per l’ambiente, ma per la qualità della vita quotidiana: avere anche un piccolo giardino, una terrazza verde, o semplicemente delle fioriere ben pensate significa riportare la natura dentro un contesto che spesso se ne è dimenticato.
Dialogo tra interno ed esterno: natura, biofilia e biodiversità
Come può il verde creare una connessione tra spazi interni ed esterni, valorizzando
biodiversità, cicli naturali e il rapporto visivo con la natura?
Negli anni, soprattutto da quando ci occupiamo di progettazione, abbiamo capito che la continuità tra interno ed esterno è uno degli aspetti più apprezzati dai clienti.
Il verde può fare da ponte tra questi due spazi, rendendoli un’unico ambiente vissuto.
La connessione nasce dal modo in cui costruiamo le viste, le profondità e le relazioni tra materiali, forme e colori.
Non è solo una questione botanica: è un lavoro di dialogo tra parte architettonica e natura, tra ciò che accade fuori e ciò che si vive dentro casa.
Integrando elementi vegetali che seguono i ritmi stagionali e rispettano l’ambiente, possiamo creare spazi che respirano insieme, che cambiano nel tempo e che raccontano una storia.
Attraverso le piante possiamo raccontare i cicli naturali, valorizzare le stagionalità, portare biodiversità anche in contesti urbani. Questo crea un legame emotivo molto forte: vedere un giardino cambiare durante l’anno dalla finestra o entrare in casa attraverso un terrazzo ben progettato rende l’abitare più caldo e più umano.
La biofilia non a caso non è una teoria astratta: significa semplicemente permettere alle persone di ritrovare un rapporto spontaneo con la natura.
Un rapporto che, soprattutto oggi, abbiamo bisogno di coltivare, anche attraverso soluzioni piccole ma studiate con cura.
Errori da evitare e buone pratiche
Quali sono gli errori più comuni nella progettazione del verde e quali suggerimenti daresti
per creare spazi sostenibili, piacevoli e facili da mantenere?
L’errore più frequente è partire dagli arredi o dal “bello”, senza considerare prima di tutto il comportamento delle piante e le reali esigenze del luogo.
Il sole, il vento, il terreno, l’acqua: sono loro che devono guidare il progetto.
Un altro errore comune è pensare che il verde viva da solo.
Anche il giardino più semplice ha bisogno di cure, e per questo è importante progettare con onestà: scegliere specie adatte, non troppo esigenti in termini di acqua e manutenzione, e creare strutture che funzionino nel tempo.
Il consiglio che do sempre è di non avere fretta.
Un giardino è un organismo vivo: cresce, cambia, sorprende.
Chi progetta deve avere una visione, chi lo vive deve avere un po’ di pazienza.
Quando tutto questo avviene (la scelta delle piante, il rispetto del luogo, una manutenzione consapevole) allora il verde diventa davvero un valore aggiunto, non solo estetico ma quotidiano.
DANIELE IPPOLITO
Garden Designer
Fondatore di Gingko Giardini
Daniele ha fondato Ginkgo Giardini oltre una dozzina d’anni fa partendo dalla sua passione per il giardinaggio.
Inizialmente giardiniere sul campo, ha gradualmente ampliato la propria visione e le competenze, costruendo uno studio di progettazione del verde dove lavora a stretto contatto con un architetto paesaggista, un responsabile commerciale e delle relazioni con i clienti e una squadra di giardinieri.
Guidato dai principi della sostenibilità e della bellezza funzionale, Daniele crede fermamente che il verde non sia solo un abbellimento architettonico, ma un elemento vivo capace di trasformare gli spazi in esperienze rigenerative.
Con Ginkgo, ha creato un modello in cui progettazione e realizzazione vanno di pari passo, offrendo un servizio completo che spazia dalla progettazione paesaggistica alla manutenzione, passando per soluzioni su misura come pergole, impianti d’irrigazione e sistemi di illuminazione.
La sede dell’azienda si trova a Torino, ma con le giuste occasioni supera i confini locali, portando ovunque la sua visione di spazi verdi integrati e sostenibili.
www.ginkgo-giardini.it
info@ginkgo-giardini.it
