La sostenibilità non è più un’opzione, bensì un driver strategico per la crescita e la competitività delle imprese. In un contesto in cui normative europee, clienti e investitori richiedono sempre maggiore trasparenza, il tema ESG (Environmental, Social, Governance) entra nelle decisioni quotidiane delle aziende di ogni dimensione. Non si tratta solo di ridurre impatti ambientali: significa innovare, attrarre talenti, migliorare i margini e rafforzare la reputazione.
Ne parliamo con Saverio Lapini, Co-Founder & CEO di Ollum, società di consulenza ambientale che accompagna le imprese italiane e internazionali nella transizione ecologica.
In questa intervista affrontiamo tre domande chiave: cosa significa oggi sostenibilità per le aziende, come possono anche le PMI avviare percorsi concreti ed efficaci, e quali vantaggi porta davvero una sostenibilità certificata in termini di ROI e reputazione.
Cosa significa sostenibilità per le aziende oggi e il ruolo dei principi ESG
Che cosa significa oggi parlare di sostenibilità per le aziende e come si collegano i principi ESG (Environmental, Social, Governance) alla crescita e alla competitività delle imprese?
Oggi parlare di sostenibilità per le aziende significa adottare un vero e proprio metodo di gestione: misurare gli impatti, fissare priorità, integrare obiettivi e indicatori nelle decisioni di tutti i giorni.
I principi ESG sono le lenti operative con cui farlo.
La “E” di Environment riguarda energia, emissioni e uso efficiente di materiali e risorse: qui la sostenibilità diventa produttività, perché ridurre sprechi ed emissioni significa stabilizzare i costi e migliorare i margini.
La “S” di Social tocca salute e sicurezza, sviluppo delle competenze, parità e filiera responsabile: sono fattori che si riflettono sulla qualità, sulla continuità operativa e sulla capacità di attrarre talenti.
La “G” è Governance, quindi obiettivi chiari, ruoli, metriche e trasparenza: riduce il rischio e facilita il dialogo con banche, clienti e istituzioni.
In questo quadro, il punto di partenza concreto è capire che cosa impatta davvero sul conto economico e che cosa l’azienda impatta su ambiente e società. Da qui nasce un set di KPI che entra nel budget e nel planning industriale. Il collegamento con crescita e competitività è diretto: minori costi e volatilità, più innovazione (eco-design e circolarità), tempi di vendita più rapidi in filiere che chiedono credenziali, maggiore resilienza a normative e standard come CSRD, Tassonomia, CBAM o EUDR.
Strumenti e soluzioni per avviare un percorso di sostenibilità aziendale
Come possono anche le piccole e medie imprese avviare un percorso di sostenibilità aziendale ed economia circolare, partendo da soluzioni semplici e accessibili?
Anche una PMI può avviare un percorso efficace partendo da strumenti semplici.
Il primo passo è mappare i dati già disponibili e costruire una baseline snella su energia, materiali, rifiuti e logistica, coinvolgendo chi detiene le informazioni in azienda.
Subito dopo definire priorità, scegliendo interventi ad alto ritorno e bassa complessità: ottimizzazione di impianti energivori e set-point, riduzione degli scarti, criteri di acquisto che privilegiano qualità, contenuto riciclato e affidabilità dei fornitori, miglioramento di imballaggi e trasporti.
In parallelo introdurre i principi dell’economia circolare in modo pragmatico, ad esempio estendendo la vita utile dei prodotti, valorizzando sottoprodotti, aumentando il contenuto riciclato o progettando per smontaggio e riparazione.
Infine, collegare il piano alle opportunità finanziarie e agli incentivi disponibili, così da accelerare il payback.
Questo approccio funziona perché parte da ciò che l’azienda ha già, genera risultati visibili e costruisce le basi per passi successivi più strutturati.
Vantaggi concreti della sostenibilità certificata per ROI e reputazione aziendale
Quali vantaggi concreti ottengono le aziende che implementano percorsi di sostenibilità certificata, sia in termini di ROI (ritorno sugli investimenti) che di reputazione aziendale sul mercato?
Le aziende che intraprendono percorsi di sostenibilità certificata ottengono benefici tangibili su costi, ricavi e rischio, con un impatto diretto su ROI e reputazione.
Sul fronte operativo, l’efficienza energetica e di processo riduce consumi e scarti, mentre la migliore gestione dei materiali stabilizza i costi e limita le interruzioni.
Sul fronte commerciale, credenziali come dichiarazioni ambientali di prodotto, certificazioni ambientali o rating ESG riconosciuti semplificano l’accesso a bandi e gare in cui questi requisiti sono selettivi, accorciano i cicli di vendita e rafforzano il posizionamento del brand.
La certificazione aggiunge credibilità: rende verificabili i risultati, tutela da accuse di greenwashing e consolida la fiducia tra gli stakeholder.
Saverio Lapini
Co-Founder & CEO di Ollum, realtà di consulenza nata per guidare le imprese verso emissioni nette zero e modelli di crescita sostenibile. Dopo anni di esperienza in grandi società di consulenza e incarichi internazionali – tra cui Sustainability Analyst in Deloitte e Sustainability Marketing Manager a Stoccolma per Normative.io – Saverio ha deciso di fondare Ollum per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Laureato con formazione executive presso ALMA LABORIS Business School, è specializzato in corporate sustainability, decarbonizzazione e adattamento al cambiamento climatico, con un approccio scientifico e soluzioni personalizzate.
In pochi anni Ollum ha supportato oltre 200 aziende, realizzato più di 150 analisi LCA e mappato oltre 10 milioni di tonnellate di CO₂, con progetti in Italia e all’estero, tra Germania, Polonia, Cina, Romania e Turchia. Il team, formato da ingegneri ambientali, esperti di economia circolare e professionisti del cambiamento climatico, opera capillarmente sul territorio italiano e collabora con partner e istituzioni nazionali e internazionali per diffondere conoscenza e accelerare la transizione verso un’economia a basso impatto.
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